settembre 25, 2017

2 parole con… Manuel Berselli

2 parole con… Manuel Berselli

La prima di una serie di interviste a figure di rilievo della scena cremasco nell’ambito dell’illustrazione, design, fotografia, motion graphic, pittura ….insomma persone che hanno attirato la nostra attenzione con le loro “opere”.

Quando hai capito di aver trovato la tua strada come illustratore?

Ciao ragazzi, intanto grazie per questa intervista. Non mi capita spesso di parlare di me e del mio lavoro, almeno a parole, quindi spero essere in grado di rispondere ad ogni tua domanda.
Allora, se penso a quando ho iniziato a prendere seriamente in considerazione il lavoro da illustratore non serve viaggiare molto nel passato. In effetti, nonostante ricordo di aver fatto amicizia con la prima matita all’asilo, ho capito che quello dell’illustratore poteva diventare un lavoro non più di tre anni fa, quando mi contattarono per il primo lavoro che sarebbe stato pubblicato da una casa editrice.
A dire la verità il primo lavoro l’ho avuto ad Mtv come vignettista..ricordo ancora l’agitazione. In fondo ero uscito dalla scuola del fumetto solo un mese prima e non sapevo minimamente come muovermi.

Da li a tre anni fa il nulla, nessuna richiesta, a parte qualche commissione privata non riuscivo a farmi conoscere. Non smisi pero di disegnare e anche se mi dedicai ad altro negli anni seguenti non abbandonai mai l’idea che un giorno sarebbe potuto diventare il mio lavoro.
Certo con giornate di depressione mettendo in dubbio persino le mie capacita…quelle uniche capacità su cui avevo investito tanto.

Le superai comunque e iniziai a pensare che tutti quei disegni fatti dovevano essere visti da qualcuno e iniziai cosi ad usare i social come vetrine. Mi sono iscritto a vetrine e li incominciò tutto, quando la DeAgostini mi propose un progetto da realizzare per loro. Era il mio primo vero e proprio lavoro illustrato.

Da li non mi sono più fermato…ho continuato ad arricchire il mio portfolio di illustrazioni con lavori sempre più di valore. In più la mia stima era alle stelle e ricordo che la mia produttività si era quasi raddoppiata. sfornavo disegni dalla mattina alla sera. Da li mi chiamarono altre agenzie e privati per delle commissioni.

Nel frattempo collaborai nuovamente per altri due progetti con la DeA. In più inizi a realizzare illustrazioni singole, d’autore, pensando che magari la gente avrebbe gradito avere una stampa di un mio disegno in casa. Insomma ero stimolato più che mai. Poi a febbrai un’altro grande progetto. Libri per la scolastica, firmato Zanichelli.
Ero al settimo cielo e come racconterò dopo questo è stato decisamente il lavoro più impegnativo che io abbia mai fatto, ma è li che ho capito che avrei potuto fare quello per tutta la vita.

Il lavoro che ti è piaciuto di più fare? Quale quello che ti ha dato maggior soddisfazione dal punto di vista professionale?

Il lavoro che mi è piaciuto di più è stato sicuramente Piccolo Genio, un libro guida illustrato ,marchiato DeAgostini, che racconta le vite di alcuni geni e talenti del passato e del presente. Il libro ha avuto davvero successo, soprattutto a livello educativo, e ancora adesso organizziamo laboratori per promuoverlo a fiere e eventi in giro per l’Italia. E stato sicuramente il più divertente per i soggetti realizzati. Disegnare personaggi della storia come Picasso o Charlie Chaplin in versione baby è stato davvero divertente.

Quello che mi ha dato più soddisfazioni è stato invece un progetto, più recente, realizzato per Zanichelli . Era la prima volta che mi trovavo ad avere a che fare con dei libri scolastici, ed e’ stato davvero uno dei progetti più tosti. Ho messo a dura prova il mio potenziale in quel progetto.

Ricordo che fu la prima volta che mi trovai seriamente a riflettere sulle parole del mio docente, della scuola del fumetto, quando diceva che il lavoro da disegnatore non è una passeggiata.

Per la prima volta mi ritrovai a fare orari fuori dall’ordinario, finivo disegni alle 4 del mattino e alle nove ne iniziavo altri. Saltavo persino i pranzi perché era il momento in cui ero più concentrato. Intanto la mia barba cresceva e casa mia diventava sempre più una caverna ricoperta di carta,ma non importava. Quello che contava era disegnare e che lo stavo facendo per lavoro.
Quindi scelgo questo come progetto più soddisfacente perché mi ha permesso di studiarmi, organizzarmi ed elaborare un metodo di esecuzione rapido ma di buon livello.

Come fa a vivere un’illustratrice free-lance?

Questo non te lo so ancora dire. Magari tra qualche hanno ne riparliamo. Ti risponderei semplicemente disegnando, ogni giorno, perchè a mio parere è la costanza quella che più ti permette di farti continuamente conoscere, avere contatti e di conseguenza lavori. Bisogna essere sempre aggiornati sulle nuove tendenze, gli stili che vanno di più e il target a cui vorremmo rivolgerci. Andare alle fiere per avere la possibilità ogni anno di incontrare le più note case editrici. Essere al passo insomma.

Credo che il 60% del lavoro di un illustratore free-lance sia proprio quello di essere l’agente di se stesso. Va bene chiudersi in casa a disegnare ogni giorno , ma è altrettanto importante socializzare con altri artisti e confrontarsi. Chi lo sa, magari da conoscenza nasce una collaborazione! Io l’ho fatto tardi, ma consiglio a tutti di crearsi un sito o un pagina il prima possibile perché i social in questo sono i migliori.

Quali sono i tuoi illustratori/artisti di riferimento?

Non ho dei nomi precisi da darti. Guardo continuamente sui social Artisti che seguo. Posso dirti però che durante i tre anni di scuola ne ho conosciuti davvero parecchi. Ogni giorno libri nuovi, di illustratori francesi, americani ma anche tanti italiani. Il fatto di essermi poi spostato sull’illustrazione mi ha permesso di conoscerne tanti altri.

Amo lo stile nordico, un pò grafico ma efficace, ma anche illustratori più complessi come quelli francesi. Se penso ad artisti del passato che possono avermi influenzato c’è sicuramente Picasso per periodo più sintetico, concetto che ad intervalli influenza il mio stile.

Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?

Le mie fonti d’ispirazione, quando le trovo, variano da giorno a giorno. Vedete, quando un disegnatore disegna per qualcuno sotto alcuni aspetti è più stimolato. Tendenzialmente quando si lavora per qualcuno le illustrazioni s’ispirano a testi, più o meno famosi, quindi è più semplice la realizzazione del soggetto.

Quando però ci si trova senza una richiesta le cose si fanno più complicate. L’ispirazione quando decide di non presentarsi è un casino. In quel caso ci si piò concedere un pausa, guardare un libro, o fare un giro all’aria aperta.

Quali sono gli ambiti in cui lavori maggiormente?

Ultimamente sto lavorando molto per la scolastica. Ho collaborato con Zanichelli e a giorni inizierò con la Giunti, sezione scuola per la realizzazione di libri di antologia. Nel tempo libero però mi dedico alla realizzazione di illustrazioni indipendenti, dove sperimento nuove tecniche e soggetti.

Nel recente passato abbiamo notato un piglio “diverso”. In questa ultima serie di tuoi lavori la tipografia ha spesso un ruolo importante, diventa elemento grafico o addirittura personificato. Ci parli di questa tua ultima serie di lavori?

Gia, mi avete beccato. In effetti è vero ma non è poi una regola cosi fissa quella di cambiare stile. Bo ogni tanto risale a galla il mio lato grafico. Sono sempre rimasto affascinato dalle lettere e quel periodo ho voluto dedicarlo a loro fondendolo con un’idea di illustrazione altrettanto grafica. Vedete, quello che faccio ogni giorno, lavori editoriali a parte, è quello di ricercare, sperimentare, sondare quindi capita spesso di vedere un giorno un lavoro più grafico piuttosto che più illustrativo. Dipende dal periodo e dalla tendenza del momento o del pubblico a cui ci si vuole rivolgere!

Classica domanda di rito. Quali sono i tuoi obiettivi? Progetti futuri?

Il mio obiettivo sarà sempre quello di disegnare e far divertire le persone con le mie fantasie. Progetti futuri non saprei. Certo mi piacerebbe un giorno realizzare un libro illustrato tutto mio col mo nome bello grosso sulla copertina.

calligraphy , hand lettering , illustation , live painting
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