giugno 26, 2018

2 parole con… Stefano Pasini

2 parole con… Stefano Pasini

Eccoci qui con la quarta intervista del nostro blog “2 parole con“, dedicato a figure di rilievo della scena cremasca nell’ambito dell’illustrazione, design, fotografia, motion graphic, pittura… Insomma creativi che hanno attirato la nostra attenzione con i loro lavori.

È il turno di Stefano Pasini, fotografo di moda professionista, specializzato nella realizzazione di campagne fotografiche e video per numerosi marchi internazionali e italiani, come Bulgari, Vogue Korea, Borbonese, Gabriele Colangelo, Roberto del Carlo.

Ciao Stefano, spiegaci un pò.. di cosa ti occupi?

Ciao, tengo a ringraziarvi prima di tutto per avermi contattato e proposto questa intervista.
Mi occupo di fotografia, video e suono. Ma principalmente fotografia, che è ciò che mi ha portato in questo mondo.

Qual è stato il percorso che ti ha portato a fare questo lavoro?

Disegno e dipingo da quando ho la possibilità di stringere una matita tra le mani quindi direi che possiamo inquadrare il disegno come il mio primo, e prevedibile, contatto con la creatività.
Poi arriva la passione per la fotografia a fine liceo, gli studi di design al Politecnico, che archivio subito e felicemente appena mi laureo, dopo i quali torno a studiare fotografia.

Da qui si apre un universo parallelo, mi appassiono al mondo del reportage, comincio a viaggiare molto e a sperare di potercela fare e intanto espongo spesso sia pittura che fotografia ma, qualche tempo dopo la passione mi porta di nuovo su una strada diversa: la moda. Nel 2009/2010 ho iniziato a lavorare nel campo della moda.
Ho scelto questo campo perché mi permette di sperimentare molto, di uscire dagli schemi, sia in ambito fotografico ma anche video e sonoro.
Da quel momento comunque ho cominciato a scattare in studio sempre più spesso e con maggiore soddisfazione, mi diverto e ricevo anche molti riscontri, o critiche, è stimolante ed è diventato un lavoro, un lavoro vero.

Ti occupi d’altro oltre alla fotografia?

Sì, dopo qualche anno di fotografiaancora una volta le circostanze mi portano a dover imparare un nuovo linguaggio, comincio a girare video e mi appassiono, chiaramente.
Ora mi occupo anche di suono, da qualche anno produco la maggior parte dei soundtrack dei brevi fashion movies and co. di mia creazione e più continuo il mio percorso, più mi rendo conto che queste discipline non convivono e basta, ma nelle mie necessità creative si alimentano costantemente l’un l’altra.

In che modo si sviluppa il tuo processo creativo?

Sono sempre stato in conflitto con la razionalizzazione del processo creativo (e non solo), spesso è come se non ne leggessi i confini.
Comunque, arrivata la commissione, nella testa succede prima di tutto un gran casino (ride).

Non c’è un unico approccio sempre costante, dipende dalla tipologia della commissione. In certi casi comincio analizzando e facendo ricerche per tutto quel che riguarda cliente, prodotto, e contesto creativo. Questa è la sintesi base di come dovrebbe andare. In realtà tantissime idee arrivano prima e vengono archiviate. Io lo faccio spesso di appuntarmi un’idea e, prima o poi, arriverà quella commissione per cui io posso svilupparla, adattarla e quindi non perderla. Col tempo e con l’esperienza, quando hai molte idee che rischiano di essere cestinate, cominci a capire che hai bisogno di non disperderle, perché molte sono valide e interessanti. Molti dei miei lavori migliori sono stati fatti con pochissimi mezzi, solo con tanta passione e anche una buona dose d’incoscienza. (ride)

Dove cerchi l’ispirazione?

Le mie fonti d’ispirazione le cerco ovunque, in qualsiasi mezzo. Nella musica, nel cinema, nelle serie TV, nell’arte contemporanea e non, nella letteratura. Ma in questo periodo sta prendendo un po’ il sopravvento sul resto il mondo della scienza, soprattutto la fisica. Cerco di raccontare, e semplificare attraverso degli espedienti, il fascino che mi provocano certi argomenti di fisica, di astronomia, di fisica quantistica, o comunque tutto quello che può essere ricondotto alla sfera scientifica. Cerco di capire certe regole e i ragionamenti derivati dalle discipline scientifiche per declinarli su qualcosa di reale. Questo è quello che ho provato a fare nella mia videoproiezione “N36” per l’inaugurazione di Spazio36 a Milano.

Ci sono altri professionisti o artisti che sono per te punti di riferimento?

Un’infinità, non posso davvero elencarli tutti. Ma soprattutto molti riferimenti sono passeggeri, momentanei, anche se non sempre sono meno funzionali alla crescita.

Punti di riferimento per me adesso sono ad esempio Nick Knight, Sølve Sundsbø, e Show Studio, che è uno studio londinese tra i più sperimentali del mondo nell’ambito fashion. Per quanto riguarda gli italiani, Roversi mi ha sempre affascinato tantissimo. Ho sempre desiderato poter scattare con la sua intensità. Tutti i grandi fotografi, comunque, anche quelli non appartenenti all’ambito della moda, li apprezzo.
Mentre nella pittura fin da giovanissimo avevo la fissa per Salvador Dalì in particolare, anche se uno dei miei principali riferimenti è Caravaggio.

In ambito scientifico, invece, in questo periodo sto leggendo Hotel Copenaghen di Gabriella Greison.

Qual è, tra i tuoi progetti, quello a cui tieni di più e perché?

Lo so è quanto di più banale si possa rispondere, ma anche per il sottoscritto rispecchia la realtà: quello che deve arrivare.
Perché non ci sono limiti alla capacità del cervello di produrre sogni o desideri, e ogni volta sono più ambiziosi dei precedenti.

Forse però mi interessa di più il percorso che il singolo progetto, la visione e l’approccio alle cose di cui tratto.

Qual è la cosa più importante da tenere sempre a mente nel tuo lavoro? (Se c’è).

Che sei sempre sotto esame e che i prodotti del tuo lavoro saranno cannibalizzati già domani.

 

Quali sono le tue intenzioni riguardo il futuro?

In futuro vorrei concentrarmi maggiormente su studio e produzione di musica e sound design in generale, approfondire l’indagine suono/immagine, e ovviamente progettare al riguardo, concentrando quindi una parte della mia produzione su progetti legati a installazioni audio/visual.

e tanto altro…

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